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Tosse e dispnea dopo immersione: IPP, SDPE, SIPE, PDD, PB, MDD? Serve una diagnosi differenziale?

Benedetta Capone

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CASO CLINICO

Presentiamo il caso di una donna di 69 ani, italiana, giunta in pronto soccorso con tosse secca e dispnea, insorti dopo immersione con SCUBA e scooter subacqueo a 50 metri nei pressi dell’Isola del Giglio, nel luglio del 2020.

Una rapida anamnesi escludeva una rapida decompressione e patologie cardiorespiratorie sottostanti.

Essendo in periodo pandemico covid, la paziente veniva indirizzata nel setting dei pazienti con sintomi respiratori o infettivi e sottoposta ai primi accertamenti: EGA, ecografia, tampone COVID che mostrarono un quadro di insufficienza respiratoria normocapnica da edema polmonare acuto, escludendo cause infettive.

La paziente, trattata dapprima con ossigeno normobarico dal personale dell’emergenza Pre-Ospedaliera, è stata sottoposta in pronto scoccorso a terapia con ossigeno, NIMV e furosemide con graduale regressione dei sintomi. Successivamente è stata ricoverata in Medicina d’Urgenza e dimessa dopo pochi giorni in remissione completa.

DISCUSSIONE

Le cause di tosse e dispnea da immersione riguardano le patologie da decompressione in caso di rapida risalita: (PB: pulmonary barotrauma, e choke: malattia da decompressione respiratoria) o l’edema polmonare da immersione (SDPE: SCUBA diving related pulmonary edema, e SIPE: swimming-induced pulmonary edema).

Per quanto riguarda il nostro caso, nei giorni successivi la ricerca di una diagnosi differenziale tra le varie patologie da immersione portòad una diagnosi finale di SDPE (scuba-diving related pulmonary edema) descritta per la prima volta da Wilmshurst nel 1989.

Ma in questo lavoro vogliamo sottolineare l’importanza della diagnosi clinica immediata, piuttosto che della diagnosi codificata e dettagliata; e l’importanza di ottenere una diagnosi immediata con la strumentazione migliore e piùadatta in quel setting per poter attuare una precoce impostazione terapeutica.

Come sottolineato da alcuni autori riguardo le malattie da decompressione è utile la diagnosi tempestiva ma non è importante la diagnosi differenziale perchè il trattamento è lo stesso edeve essere immediato: eventualerianimazione cardiopolmonare, ossigeno normobarico al 100%, lilquidi, evacuazione medica, trattamento ricompressivo in camera iperbarica.

Anche nel caso delle IPP, o comunque escluso il PNX il trattamento con ossigeno normobarico e PEEPdeve essere immediato e la diagnosi differenziale non deve ritardare l’approccio terapeutico.

CONCLUSIONI

Spesso in pronto soccorso non è necessario formulare diagnosi specifiche e dettagliate quando il quadro clinico, al di là delle stabilizzazione,che ha sempre la precedenza,richiede una valutazione rapida e un altrettanto rapido approccio terapeutico

Tosse e dispnea dopo immersione: IPP, SDPE, SIPE, PDD, PB, MDD? Serve una diagnosi differenziale?

Orale

Antonia Anna Giorgi, Università degli Studi di Siena

Luca Prattico', AUSL Sudest Toscana, PO Grosseto, Pronto soccorso-Medicina D'urgenza

Mauro Breggia, AUSL Sudest Toscana, PO Grosseto, Pronto soccorso-Medicina D'urgenza

Medicina d'urgenza

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