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Studio prospettico di validazione del protocollo di Triage FAST

Nicola Bortoli

3402915382

Il triage rappresenta un processo in grado di determinare la priorità di trattamento dei pazienti in base alla gravità delle loro condizioni cliniche. In occasione di maxiemergenze non è più applicare la filosofia di intervento centrata sul singolo paziente ma si rende necessario mettere in atto percorsi volti a salvare quante più vite possibile. Il processo di triage in questi contesti richiede valutazioni rapide. La letteratura riporta che circa il 45% delle vittime muore se non riceve un adeguato trattamento entro un'ora dall'evento, il 24% se non viene trattato entro 1-6 ore ed il 20% entro 1 settimana. L'obiettivo dei sistemi di triage utilizzati in maxiemergenza consiste nell'identificazione delle vittime che necessitano di ricevere manovre salvavita immediate (LSI). Gli strumenti di triage utilizzano tipicamente la sola fisiologia di base per categorizzare i pazienti che, a seconda del livello di squilibrio evidenziato, corrisponde all'urgenza clinica. Il processo di triage ha successo se la categoria assegnata al singolo paziente corrisponde correttamente all'esigenza clinica. L'errato triage, sia over che under-triage, ha implicazioni sia per i pazienti che per il sistema sanitario. L'over-triage si verifica quando a un paziente non critico viene assegnata una categoria di triage critica; ciò compromette la gestione efficace dei feriti critici ed è stato dimostrato che il tasso di over-triage è direttamente proporzionale alla mortalità. In letteratura si è a lungo discusso sulla definizione di “paziente prioritario” o P1. Nel 1990 Baxt ha proposto una definizione rappresentata dalla necessità di mettere in atto cinque tipologie di interventi salva vita (LSI) implementate in studi successivi. Durante una maxiemergenza il triage intraospedaliero viene eseguito da personale sanitario qualificato e il dettaglio della valutazione è aumentato dalla valutazione dei parametri fisiologici ed esami diagnostici. Nel 2007 l’Associazione Italiana Medicina dei Disastri ha proposto il protocollo FAST basato sull’attribuzione di un peso diverso alle problematiche riscontrate durante l’esame primario ABCD suddividendole in tre categorie. Le categorie identificate sono rappresentate da:

- problemi non critici che non rappresentano una minaccia di morte;

- problemi sub-critici con rischio evolutivo intermedio e potenziale rischio di morte;

- problemi critici considerati ad alta priorità e che rappresentano una minaccia immediata di morte o di danno irreversibile.

Le valutazioni vengono eseguite in sequenza e ogni anomalia può causare un aumento del codice di priorità fino al codice rosso. Lo scopo di questo studio è di validare prospetticamente il protocollo FAST. L’obiettivo è di identificare la capacità FAST di prevedere la necessità di un LSI (categoria P1), come precedentemente definito da Horne et al.

Lo studio utilizza una coorte di pazienti simulati e validati presenti nella banca dati del sistema Emergo Train System. La scelta si questo modello è dovuto alla disponibilità, per ogni singolo paziente, di tutti i dati clinici necessari allo svolgimento del processo di Triage, della definizione delle lesioni ed evoluzioni cliniche, della definizione dei trattamenti salvavita richiesti (LSI) per evitarne il decesso e della categorizzazione dei pazienti in classi traumatologiche con indicate le tempistiche necessarie all’insorgenza di danni irreversibili o il decesso.

Studio prospettico di validazione del protocollo di Triage FAST

Poster

Diego Visconti, Dirigente Medico, UO Chirurgia generale d'urgenza e Pronto Soccorso, AOU Città della Salute e della Scienza, Torino

 

Pier Carlo Scarone, Direttore Struttura Complessa MeCAU, Ospedale Casale Monferrato, Alessandria

Triage

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