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Studio comparativo tra i sistemi di triage in maxiemergenza: analisi delle variabili insite nei diversi modelli.

Nicola Bortoli

3402915382

Durante lo svolgimento di uno studio osservazionale mirato allo sviluppo di una tesi di master post-universitario di I livello avente come titolo “indicatori e triggers che attivano una maxiemergenza: studio osservazionale delle centrali operative 118 italiane” è emersa una suggestiva variabilità del modello di triage utilizzato. Da un’analisi della letteratura sono emersi diversi studi finalizzati ad individuare il modello di triage migliore senza tuttavia riuscire a dare una chiara risposta al quesito. In linea generale gli studi ricercano il modello di triage concentrandosi sulla capacità di assegnare un codice di priorità coerente con la gravità delle lesioni. Ci siamo resi conto che la risposta al quesito impone di considerare le molte variabili insite nel contesto di maxiemergenza. Gli studi retrospettivi, inoltre, hanno a disposizione dati non completi ed idonei a una corretta comparazione tra i modelli di triage in esame. Abbiamo cercato di sviluppare un modello di studio sperimentale che ci consentisse di controllare le variabili in gioco restituendoci dati analitici utili a confrontare i diversi modelli di triage. Per la realizzazione dello studio abbiamo utilizzato una banca dati di pazienti simulati e validati prodotti da Emergo Train System comprendente non solo tutte le informazioni cliniche necessarie all’applicazione dei modelli di triage ma anche relativi all’evoluzione clinica, la diagnosi e le prestazioni assistenziali necessarie alla sopravvivenza o alla cura delle lesioni. Ogni paziente appartiene a una categoria di lesione d’organo che ne indica il tempo entro il quale le manovre di soccorso devono essere erogate per evitare l’insorgenza di complicanze cliniche o il decesso. Il database è composto da 200 vittime adulte con quadri clinici variabili e 45 utenti coinvolti nell’evento ma illesi. Abbiamo analizzato gruppi variabili di soggetti, selezionati casualmente,  di 10 – 20 – 50 – 100 – 200 unità e successivamente alcuni gruppi corrispondenti a report tratti da eventi incidentali realmente accaduti. Per uniformare la valutazione abbiamo considerato l’ipotesi che tutte le vittime fossero accessibili ai soccorritori e che le valutazioni avvenissero al tempo zero, più un’ora e più due ore dall’evento incidentale. Come previsto dal modello di simulazione ETS tutte le manovre di valutazione sono state classificate e per ogni manovra si è provveduto a calcolare la tempistica di esecuzione. Eventuali manovre di soccorso erogate durante la valutazione erano temporizzate secondo modello ETS. Come ultimo aspetto le categorie di pazienti sono state classificate, in base alle tempistiche entro cui insorgono complicanze o decesso, in priorità secondo il sistema nato P1-2-3, deceduti e illesi. Una volta composto il modello sperimentale abbiamo posto risposta ai seguenti quesiti:

1) Il modello di triage adottato influenza:

-il numero di vittime che verranno gestite dai soccorritori? Se si in che modo? Questo aspetto può mettere in difficoltà il sistema di soccorso o avere ripercussione sull’outcome delle vittime?

-Il tempo necessario per il completamento delle operazioni di classificazione?

2) I tempi richiesti dalle operazioni di classificazione influenzano l’outcome delle vittime? Se si in quali casi?

3) Il tempo di accesso alle vittime modifica i punti precedenti e se si in che modo?

Studio comparativo tra i sistemi di triage in maxiemergenza: analisi delle variabili insite nei diversi modelli.

Orale

Luca Panizza, Infermiere, U.O.S. Suem Venezia - Aulss 3 Serenissima - Venezia

Triage

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