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Sangue o non sangue? Questo è il dilemma L’uso di emoderivati sulla scena migliora l’outcome? Casi clinici a confronto.

Sara Gerini

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Introduzione L’uso di emoderivati nella fase pre-ospedaliera è stato già adottato in diversi paesi del mondo ed anche in altre regioni italiane (come Bologna, Bergamo e Foggia), dimostrandone la sicurezza e l’efficacia. Inoltre evidenze di letteratura dimostrano che un Early Coagulation Support (ECS) riduce significativamente la mortalità a lungo termine, il consumo di emoderivati durante il ricovero ed i costi totali di degenza.

Basandosi su tali evidenze l’UOSD Elisoccorso Regionale Grosseto - Pegaso 2 - sta sperimentando l’uso di emoderivati a bordo con il progetto BLOB (BLood On Board). Per questo motivo è presente in elisoccorso la scorta di 2 unità di Emazie Concentrate (0 Rh negativo) Fibrinogeno e PCC per un ECS già sul luogo della scena. Questo non avviene nelle altre basi HEMS presenti in Toscana, Pegaso 1 (Firenze) e Pegaso 3 (Massa-Carrara).

Metodi Sono stati confrontati due pazienti vittime di trauma con ISS 25; entrambe affetti da shock emorragico nella fase di soccorso extraospedaliero a seguito di amputazione traumatica di arto.In entrambi i casi è stato attivato l’Elisoccorso per centralizzazione presso ospedali HUB di due differenti macro-aree della Regione Toscana. In uno dei due pazienti le manovre di Supporto Precoce della Coagulazione (“ECS”) sono iniziate nella fase pre-H e nell’altro pz all’arrivo in PS. Sono stati raccolti, analizzati e confrontati i dati del soccorso pre-ospedaliero, quelli relativi al Pronto Soccorso e in TI fino alla dimissione; successivamente sono stati riportati su Excel per valutazione comparativa.

Risultati

I due pazienti (ISS 25), vengono gestiti dal punto di vista pre-H e ospedaliero in maniera simile, ad eccezione per:

1. Il paziente (1) viene trattato con 2 sacche di EC e 1 gr di tranex sulla scena, e l’IOT avviene in PS (GCS 13)

2. Il paziente (2) viene trattato sulla scena con una quantità maggiore di cristalloidi rispetto al paziente 1 (1000 vs 250 mL) e l’IOT avviene sul territorio (per GSC 7)

Si nota che il paziente 1 (ECS sulla scena) ha mantenuto un supporto aminico per 48H, una durata del periodo di degenza in UTI di 2 giorni, la dimissione è avvenuta in 12° giornata e la quantità di EC trasfuse in totale è di 5 EC; il paziente 2 ha mantenuto un supporto aminico per 4 giorni, un periodo di degenza in UTI di 7 giorni, dimissione dopo 45° giorni di degenza e 7 EC trasfuse in totale.

Conclusioni Dai dati raccolti e presi in esame, i risultati mostrano, come espresso dalla letteratura, che una Early Coagulation Support (ECS) riduce il consumo di emoderivati durante il ricovero ed i costi totali di degenza. Il paziente trasfuso sulla scena del trauma, infatti, confrontando le due casistiche, oltre ad una riduzione dei giorni di degenza in TI ha avuto necessità di un numero minore di trasfusione di EC.

Nota: si sottolinea la difficoltà a valutare l’impatto delle manovre pre-H sull’outcome dei pazienti per la presenza di variabili intrinseche ed estrinseche; tuttavia, il risultato ottenuto sembrerebbe essere significativo.

Sangue o non sangue? Questo è il dilemma L’uso di emoderivati sulla scena migliora l’outcome? Casi clinici a confronto.

Poster

Giovanni Sbrana, Dirigente Medico Anestesia e Rianimazione, Direttore UOS 118 Gestione Territorio Area Provinciale Aretina, Dipartimento Emergenza Urgenza, ASL Toscana Sud Est

Michela Ciminello, Dirigente Medico UO Anestesia e Rianimazione, ASL Toscana Sud Est

Silvia Pini, Dirigente Medico UO Anestesia e Rianimazione, Azienza Ospedaliera Universitaria Pisana

Emergenza PreOspedaliera

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