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PREVENZIONE E TRATTEMENTO DELLA " TRIADE KILLER" NEL POLITRAUMA; LA GESTIONE INFERMIERISTICA

CARLE EMANUELA RONCELLA

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INTRODUZIONE, MATERIALI E METODI;Questo lavoro ha lo scopo di fornire uno sguardo più approfondito per il personale infermieristico, secondo un attuale aggiornamento della comprensione clinica di ipotermia, acidosi e coagulopatia relative al trauma grave, al fine di migliorare l’assistenza in emergenza verso questi pazienti e contribuire alla riduzione del tasso di mortalità e morbidità

 

DISCUSSIONE;La Triade Killer è quindi la conseguenza più grave di una serie di disfunzioni patologiche di sistemi fisiologici nel paziente politraumatizzato : tale rappresenta il limite del compenso fisiologico e pertanto è una sfida terapeutica che se persa determina la morte del alterata cascata della coagulazione, perdita dei meccanismi della termoregolazione e alterazione dell’equilibrio acido-base; queste alterazioni che una volta instauratesi si auto alimentando vicendevolmente scatenano ulteriori gravissime disfunzioni nell’organismo che una volta innescate risultano difficili da interrompere. Benchè entità complessa è possibile ritardare ed, in alcuni casi addirittura evitare, l’insorgenza della triade killer anche attraverso l’attuazione di manovre semplici sia in ambito extraospedaliero che intraospedaliero. Il punto cardine a cui fare sempre riferimento è quello di combattere rapidamente l’ipoperfusione ai tessuti e agli organi; il modo migliore per attuarlo è quello di ossigenare il paziente, bloccare i foci emorragici e ripristinare una terapia infusionale adeguata, secondo la classe di shock, attraverso cristalloidi, emazie concentrate, plasma, piastrine e fattori della coagulazione. Inoltre è di fondamentale importanza il controllo e la prevenzione dell’ipotermia.

 

CONCLUSIONI E RISULTATI;E’ opportuno fare riferimento al fatto che l’organizzazione di trauma center inseriti in un sistema di emergenza territoriale e ospedaliero tipo Hub and Spot , lo sviluppo degli stessi, l’applicazione di protocolli standardizzati di rianimazione, la formazione del personale medico e infermieristico ha portato ad una evoluta abilità nel trattamento adeguato e appropriato di pazienti estremamente critici ; la più profonda consapevolezza del concetto di “Golden Hour” che porta gli operatori sanitari ad una maggiore prioritarizzazione dei trattamenti terapeutici ha comportato una maggiore efficacia delle manovre salvavita. Tutto questo si è tradotto in una riduzione del tempo di intervento sul territorio e in ospedale e in un’ aumentata attenzione a prestare le cure più adeguate per il singolo paziente sin dai primi minuti dal trauma fino al trattamento definitivo Ogni operatore sanitario deve sapere che la catena di cura he comincia nell’immediato post trauma influisce su tutto il trattamento.

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA:− Chiranda Maurizio, Urgenze ed emergenze, Padova, Piccin, 2012; − Dispense - Manuale del corso (Master); − Formentini Paolo, Vademecum dell’emergenza; − Manuale A.T.L.S., IX Edizione.

Sitografia - www.ipotermia.org; - www.ircouncil.it; - www.trauma.org; - www.wikipedia.it.

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