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Non è colpa dello sport! Il valore dell’osservazione breve in DEA in relazione ad un caso di sd. di Guillain Barré.

Claudia D'Angelo

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Introduzione

La sindrome di Guillain Barré è una poliradicolopatia infiammatoria di natura autoimmune che presenta un’incidenza variabile tra i diversi Paesi del mondo, con una mediana di circa 1.1 casi/100.000 persone (in Italia 1.91/100.000). Benchè rappresenti una delle cause più frequenti di paralisi flaccida, può esordire con sintomi sfumati che rischiano di essere sottovalutati da medici e pazienti.

Caso clinico

Un uomo, di 58 anni, giunge all’osservazione in PS per la comparsa di parestesie agli AAII, a seguito di intensa attività muscolare svolta nei giorni precedenti. Il paziente riferisce progressione della sintomatologia dalle estremità al polpaccio. In anamnesi, sindrome simil-influenzale la settimana precedente, infezione da Sars-Cov2 e ictus ischemico circa sei mesi prima, a seguito del quale è stata diagnosticata la presenza di forame ovale pervio, in attesa di intervento. Segue terapia antiaggregante con cardioaspirina a domicilio. All’esame obiettivo, non risultano evidenti deficit ergici e della sensibilità esterocettiva, né alterazioni della coordinazione motoria; Babinsky negativo bilateralmente. Assenza di dolore alla palpazione e alla mobilizzazione degli arti, presenza di polsi periferici isosfigmici bilateralmente.

Viene eseguita TC encefalo, negativa per acuzie, e richiesta valutazione specialistica neurologica che non riscontra alterazioni meritevoli di terapia specifica. Il paziente viene trattenuto in osservazione presso il DEA. Rivalutato nelle ore successive, mostra peggioramento dei sintomi con deficit sensitivo agli arti inferiori e impossibilità a mantenere la stazione eretta e un corretto schema del passo con deficit dell’equilibrio. Si ricontatta lo specialista neurologo per sospetta s. di Guillain-Barré. L’esame obiettivo neurologico evidenzia deficit di forza F=4 distale agli arti superiori e inferiori, F=3 sul m.tibiale anteriore bilateralmente; ROT assenti agli arti inferiori, ipoevocabili agli arti superiori. Ipoestesia distale agli arti inferiori “a calza” e parestesie alle mani bilateralmente. Viene posta indicazione a ricovero urgente per sospetta poliradicoloneurite acuta. Nel corso del ricovero, il paziente è stato sottoposto ad esame elettromiografico ed esame del LCR, con conferma di poliradicoloneurite e trattamento con immunoglobuline. Al termine dell’iter ospedaliero, viene trasferito presso Istituto riabilitativo per prosecuzione di FKT ad alta intensità.

Discussione e conclusioni

Dal punto di vista fisiopatologico, la sindrome di Guillain Barré è provocata da un processo infiammatorio sostenuto da autoanticorpi, che causa la demielinizzazione dei nervi periferici. Generalmente, l’insorgenza dei sintomi neurologici è preceduta da un processo infettivo acuto che può coinvolgere altri distretti corporei, quali il sistema respiratorio o gastroenterico. I patogeni coinvolti sono vari e comuni (C.Jejuni, H.Influenzae, CMV, Herpesivirus, EBV, M.Pneumoniae) e provocano una risposta immunitaria che va a colpire il tessuto nervoso a causa della somiglianza molecolare tra epitopi self ed esogeni (teoria del mimetismo molecolare). Questa correlazione è alla base di una variabilità stagionale, per cui nei Paesi occidentali si assiste ad un aumentata incidenza durante la stagione invernale. La presentazione clinica è tendenzialmente caratterizzata da disestesie e successiva progressione verso la un quadro di paralisi flaccida, tipicamente ascendente. Non è possibile prevedere l’entità della patologia, che potenzialmente può coinvolgere la muscolatura oro-faringea e toraco-addominale con compromissione della capacità respiratoria e necessità di assistenza ventilatoria e cure in ambiente intensivo.

Il DEA rappresenta il crocevia dove afferiscono condizioni cliniche di differente gravità, che possono tuttavia presentarsi con una sintomatologia simile. Per questo, può essere utile – in casi dubbi – monitorare l’andamento della sintomatologia di un paziente nell’arco di alcune ore.

Non è colpa dello sport! Il valore dell’osservazione breve in DEA in relazione ad un caso di sd. di Guillain Barré.

Poster

Elisabetta Bucci, Medico, Medicina di Urgenza, Specializzando in Medicina d'emergenza-urgenza, Dipartimento di Emergenza e Accettazione-Medicina Generale 1, Ospedale SS.Annunziata, Chieti; Elisabetta Donatucci, Medico, Medicina di Urgenza , Dirigente Medico Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Ospedale Renzetti, Lanciano; Emmanuele Tafuri , Medico, Medicina di Urgenza, Direttore Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Ospedale SS.Annunziata, Chieti; Francesco Cipollone , Professore, Direttore Medicina Generale 1, Ospedale SS.Annunziata, Chieti; Maria Teresa Guagnano, Prof.ssa, Direttrice Scuola di Specializzazione Medicina d'emergenza-urgenza, Medicina Generale 1, Ospedale SS.Annunziata, Chieti.

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