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Il Vecchio e il Mare

SARA BANAI MILANI

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Introduzione

Con Sindrome da Annegamento si intende la concatenazione di eventi fisiopatologici caratteristici di una prolungata sommersione in acqua. La prima manifestazione è l’insufficienza respiratoria acuta con ipossia, che può danneggiare molti organi, soprattutto l’encefalo. Potrebbe verificarsi un arresto cardiaco secondario ad arresto respiratorio. L’annegamento causa circa 350.000 morti l’anno. Il gruppo di età a maggior rischio è costituito dai bambini da 1 a 4 anni che si immergono nelle piscine domestiche, seguito da quello degli adolescenti e adulti negli specchi d’acqua naturali.

Case report

Giunge in Pronto Soccorso paziente di 86 aa per Sindrome da Annegamento. I bagnanti, cha hanno soccorso il signore, riferiscono che sia caduto accidentalmente in acqua, con permanenza nella stessa per diversi secondi e conseguente inalazione. All’ingresso in Shock Room il paziente è vigile (GCS 15), con parametri vitali stabili, salvo una modesta desaturazione per cui si inizia O2 tp di supporto in VMK 12 l/min. Viene misurata con termometro ascellare la temperatura corporea che risulta essere 32 °C, per cui si inizia a correggere il quadro di moderata ipotermia con Air Forced Warming. All’esame obiettivo del torace si apprezzano crepitazioni bi-basali e rumori di broncostenosi, per cui si somministra Metilprednisolone ev. Si eseguono esami ematochimici, EGA ed RX torace. Emerge un quadro di insufficienza respiratoria ipossiemica normocapnica (ph 7,31, pCO2 46,3, pO2 57,2, SO2 90%) sostenuta da riduzione della diafania polmonare medio-basale bilaterale da interessamento interstiziale alveolare. A livello ematochimico emerge un quadro di elettrolitemia normale, lattati nella norma, con lieve troponinosi conseguente all’insufficienza respiratoria. Si pone dunque il paziente in C-PAP con PEEP 5 e FiO2 50% e viene eseguito un EGA di controllo dopo 1 h, che mostra ph 7,35, pCO2 43, pO2 62, SO2 90%. Si chiede il supporto dei colleghi Rianimatori che posizionano una C-PAP Pulmodyne con PEEP 7,5 e FiO2 60%. Si inizia profilassi antibiotica EV e supporto idrico con Ringer acetato, tenendo il paziente sotto stretto monitoraggio di parametri vitali e diuresi. Ad 1 h si esegue ulteriore EGA di controllo con netto miglioramento (ph 7.35, pCO2 41,3, pO2 117,9, SO2 98%,) e si procede ad abbassare la FiO2 al 35%. Il pz procede l’iter terapeutico presso la UO di Pneumologia dove è stato sottoposto Rx ed emogasas analisi di controllo che hanno documentato un progressivo miglioramento con ripristino della funzionalità respiratoria in aria ambiente.

Conclusione

L’annegamento si può suddividere in 3 fasi: laringospasmo, inondazione bronco-alveolare e arresto cardiocircolatorio. Il laringospasmo è una chiusura volontaria della glottide per proteggere le vie aeree. Esso può essere transitorio o persistente: nel primo caso si verifica un inondamento delle vie aeree, nel secondo si impedisce l’ingresso del liquido nei polmoni. L’inondazione bronco-alveolare è causata da uno stimolo riflesso dei centri nervosi che consente l’apertura della glottide al fine di riprendere la respirazione. Alla base di questo meccanismo ci sono l’ipossia e l’ipercapnia derivanti dal transitorio arresto respiratorio.

L’anossia, l’acidosi e gli squilibri elettrolitici ed emodinamici derivanti dall’asfissia determinano disturbi del ritmo fino all’arresto cardiocircolatorio. Tutti i pazienti in cui si sospetta una Sindrome da Annegamento devono essere sottoposti a valutazione dello stato di ossigenazione, emogasanalisi arteriosa ed RX torace.

Si rende fondamentale mantenere adeguati scambi gassosi mediante ventilazione a pressione positiva (C-PAP, NIV o IV). Devono essere inoltre eseguite misurazione della temperatura corporea centrale e dosaggiodegli elettroliti sierici con relativa correzione. La volemia va sostenuta con somministrazione di liquidi, ed è indicata profilassi antibiotica per prevenire polmoniti causate da agenti patogeni anaerobi o fungini.

Il Vecchio e il Mare

Poster

L. Zazzara, Specializzando in Medicina d'emergenza-urgenza, Dipartimento di Emergenza e Accettazione - Ospedale Ss. Annunziata-Chieti

G. Pugliese, Specializzando in Medicina d'emergenza-urgenza, Dipartimento di Emergenza e Accettazione- Ospedale Ss. Annunziata- Chieti

A. Camperchioli , Specializzando in Medicina d'emergenza-urgenza, Dipartimento di Emergenza e Accettazione-Ospedale Ss. Annunziata-Chieti

M. Scutti, Dirigente medico, Dipartimento di Emergenza e Accettazione-Ospedale Ss. Annunziata-Chieti

E. Tafuri, Direttore, Dipartimento di Emergenza e Accettazione- Ospedale Ss. Annunziata-Chieti

F. Cipollone, Direttore, Dipartimento di Medicina Generale 1-Ospedale Ss. Annunziata-Chieti

M. T. Guagnano, Direttore scuola di Specializzazione in Medicina d'emergenza-urgenza, Dipartimento di Medicina Generale 1-Ospedale Ss. Annunziata-Chieti

Case Report

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