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IL VALORE PROGNOSTICO DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA NEI PAZIENTI CON TROMBOEMBOLIA POLMONARE: STUDIO RETROSPETTIVO MONOCENTRICO

Teresa Pagano

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Introduzione

La tromboembolia polmonare (TEP) è la terza causa di sindrome cardiovascolare acuta dopo l’infarto miocardico e lo stroke. Si caratterizza per un’ostruzione acuta di parte del circolo arterioso polmonare causata da embolizzazione di materiale trombotico, prevalentemente a partenza dal circolo venoso degli arti inferiori.

L’obiettivo del presente studio è analizzare la tipologia di Trombosi Venosa Profonda (TVP) riscontrata nei pazienti con TEP e stabilirne il valore prognostico.

Materiali e Metodi

Studio osservazionale di coorte retrospettivo monocentrico, condotto presso l’Arcispedale Sant’Anna, Cona, Ferrara, che ha incluso pazienti maggiorenni con diagnosi di ricovero di TEP nel periodo 2018-2021 di cui era disponibile il dato relativo all'Eco Color Doppler (ECD). Sono stati analizzati dati anamnestici, parametri vitali, laboratoristici e strumentali.

Risultati

Sono inclusi 477 pazienti, 43.2% uomini, età media 71.5 anni, con mortalità intraospedaliera del 4.6%. La TVP è stata riscontrata nel 72.3% dei pazienti: il 36.6% presentava trombosi femorale monolaterale, il 37.6% poplitea monolaterale, mentre il 3% evidenziava trombosi femorale o poplitea bilaterale. Nel 43.5% dei pazienti si registrava la presenza di trombosi distale. L’interessamento trombotico dell’asse iliaco-cavale, presente nel 7.6% dei casi, si è dimostrato un predittore indipendente di mortalità. I pazienti con età > 80 anni avevano più spesso pregresse TVP. Nella popolazione ultraottantenne e in quella con storia di neoplasia l’interessamento contestuale bilaterale era principalmente a carico del circolo prossimale. I pazienti con anamnesi positiva per pregressa TVP presentavano più spesso TVP poplitea bilaterale di nuova diagnosi. Il 74% dei pazienti con recente immobilizzazione mostravano TVP, soprattutto a livello prossimale e bilaterale.

Discussione

Dal nostro studio è emerso come la TVP sia presente in circa il 75% dei pazienti con TEP. Il mancato riscontro di TVP, come noto, non ci permette di escludere la diagnosi di TEP. E’ stato inoltre evidenziato che i fattori protrombotici si associano più frequentemente a riscontro di TVP prossimali degli arti inferiori. La presenza di trombosi prossimale o distale, mono o bilaterale, non influenza la mortalità intraospedaliera. Le recenti linee guida ESC sulla TEP non considerano la presenza e l’estensione trombotica come elementi essenziali per la stratificazione della mortalità intraospedaliera (classi ESC e criteri HESTIA). Tuttavia, il riscontro di trombosi iliaca dimostra un potere predittivo indipendente che pone il paziente ad elevato rischio di mortalità a breve termine.

Conclusioni

I nostri dati indicano che il solo riscontro di TVP non può essere considerato un fattore prognostico per la mortalità intraospedaliera dei pazienti con TEP, sebbene l’interessamento iliaco-cavale potrebbe rappresentare un elemento dirimente nella stratificazione del rischio.

IL VALORE PROGNOSTICO DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA NEI PAZIENTI CON TROMBOEMBOLIA POLMONARE: STUDIO RETROSPETTIVO MONOCENTRICO

Orale

I.S. Fabbri, Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, Università degli Studi di Ferrara

M. Benedetto, Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, Università degli Studi di Ferrara

L. D’Angelo, Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, Università degli Studi di Ferrara

G. Galizia, Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, Università degli Studi di Ferrara

A. Portoraro, Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, Università degli Studi di Ferrara

R. Previati, UO Medicina d’Emergenza, Dipartimento di Emergenza, AOU di Ferrara

M. D. Spampinato, UO Medicina d’Emergenza, Dipartimento di Emergenza, AOU di Ferrara, Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, Università degli Studi di Ferrara

R. De Giorgio, Prof. Ordinario di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna, Università degli Studi di Ferrara

C. Borghi, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Bologna

D. Vaira, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Bologna

Medicina d'urgenza

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