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GESTIONE ATTENTATO TERRORISTICO CON MEZZI NON CONVENZIONALI CBRNE IN ITALIA

Carla Emanuela Roncella

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1. Introduction : non esiste una definizione univoca di terrorismo, già il Machiavelli nei “Discorsi sulla prima deca”

di Tito Livio scriveva che, la storia insegnava ai governanti che volevano mantenere il proprio dominio, a usare

"quel terrore e quella paura negli uomini che vi avevano messo nel pigliarlo"…cioè chi governa usa il “terrore”,

inteso come un uso sistematico della violenza a scopi politici, la storia è piena di casi analoghi al terrorismo

moderno: Es.: La setta dei “Sicari” (Zeloti estremisti) attaccava in piazze e luoghi affollati di Gerusalemme con una

spada corta nascosta sotto le vesti per combattere la presenza dei Romani: anche se con motivazioni differenti,

questo tipo di attentati è molto simile agli attentati odierni che avvengono con machete e armi da taglio.

Attualmente il concetto di terrorismo si è amplificato prepotentemente nel 2001, anche se la storia già ne parlava,

dall’attacco alle Torri Gemelle, la popolazione mondiale ha preso atto del terrore: giocare con la paura delle

persone nella loro normalità e costringerle a prendere atto della realtà e del pericolo reale e improvviso è proprio il

gioco dei terroristi

2. Materials and Methods: revisione della letteratura nelle principali banche dati, attraverso l’utilizzo di key words

quali: attacco terroristico convenzionale e non convenzionale, gestione del soccorso, mezzi CBRNe, triage,

isolamento, DPI, contaminazione ambientale. Confronto tra episodi di attacchi terroristici avvenuti in più parti ed

in epoche diverse, con relativo studio dell’approccio e delle modalità di intervento e gestione dell’evento.

3. Results: L’analisi dell’aspetto tecnico operativo del risultato di eventuali attacchi terroristici e della risposta

italiana a questi a partire da un attento studio dei fenomeni terroristici CBRNe, all’approccio con questi, alla loro

gestione compresa la catena dei soccorsi e tutta la metodologia applicata, fino all’applicazione del PEIMAF.,

compresa una critica alla gestione di casi occorsi proprio in Italia.

4. Discussion and Conclusions: dallo studio è emersa l’importanza la necessità di pianificazione preventiva a tutti i

livelli, secondo il motto del gestore del rischio: “Aspetta il peggio, pianifica per il peggio, spera per il meglio”. In

particolare è emerso quanto sia importante, organizzare:

1) il coordinamento tra le diverse organizzazioni preposte alla gestione dell’emergenza;

2) l’approntamento di strutture di comando, controllo e comunicazioni congiunte;

3) l’elaborazione di scenari emergenziali e relativi piani di contrasto;

4) la predisposizione di strumenti legislativi innovativi e flessibili;

5) l’individuazione precisa dei responsabili della comunicazione e l’allestimento di appositi piani comunicativi

(“comunicare, comunicare, comunicare”);

6) l’addestramento del personale;

7) la logistica (scorte di vaccini e medicinali, equipaggiamenti protettivi, sistemi di allarme precoce, rilevatori

portatili CBRN, ecc.).

Infatti pianificazione accurata permetterebbe di far fronte all’emergenza senza perdere tempo prezioso

nell’identificazione dei decisori e nello stabilire procedure di azione comuni: esercitazioni periodiche permettono di verificare lo stato di prontezza operativa, evidenziando i settori d’intervento da migliorare. Inoltre, si creano in

tal modo legami tra operatori appartenenti a strutture organizzative diverse e s’innalza la loro soglia di resistenza

psicologica: fattore questo, non da sottovalutare, dato che rendere cosciente il personale preposto all’emergenza

che, con le dovute cautele, la minaccia CBRN è gestibile, evita pericolosi fenomeni di panico. A questo proposito,

occorrerebbe dotare gli addetti all’emergenza (agenti di polizia, personale sanitario, vigili del fuoco, ecc.) di

protezioni individuali standardizzate e prescriverne un uso uniforme fin dall’inizio dell’evento CBRN, per evitare

che operatori destinati a operare fianco a fianco abbiano un diverso grado di esposizione al rischio.

 

 

GESTIONE ATTENTATO TERRORISTICO CON  MEZZI NON CONVENZIONALI CBRNE IN  ITALIA

Orale

DONATELLA BIASCIUCCI, INFERMIERE ASL ROMA 6

Emergenza PreOspedaliera

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