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Analisi dei codici ictus in Lombardia in ambito preospedaliero

Michela Generali

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Background: l’utilizzo del codice ictus in ambito preospedaliero permette l’attivazione dei percorsi diagnostici e terapeutici intraospedalieri per l’ottimizzazione dei tempi, fondamentali nella cura di una patologia tempo dipendente. Da Luglio 2022 il codice ictus è stato adeguato alle linee guida internazionali e quindi esteso da 6 fino a 24h dall’insorgenza dei sintomi, trasportando il paziente verso la stroke unit (SU).

Lo scopo della seguente analisi è rappresentare l’impatto che questo cambiamento ha portato riflettendo sui risvolti prevedibili.

Materiali e metodi: dalla banca dati SAS AREU sono stati estratti i dati dei pazienti con diagnosi di sospetto ictus nei mesi da Agosto a Novembre degli anni 2018, 2019 e 2022. Dei pazienti a cui è stato attribuito un codice ictus, sono state osservate la destinazione ospedaliera (SU I livello Vs SU II livello) e la popolazione con CPSS grave (tutti e 3 i segni presenti).

Risultati: nel 2018 sono stati gestiti 2625 sospetti ictus, nel 2019 3016 e nel 2022 4121. Nei primi 2 anni l’attribuzione del codice ictus ha coinvolto circa il 50% di questa popolazione, mentre nel 2022 si è passati al 74%. I pazienti destinati verso Stroke Unit di II livello risultano essere tra il 60 ed il 70%. Fa eccezione la SOREU metropolitana, le cui centralizzazioni dirette si attestano poco sotto al 50% nel 2018 e nel 2019, mentre il dato si normalizza tra le SOREU nel 2022. Tra i pazienti con codice ictus assegnato, CPSS grave è stato riscontrata nel 33% dei casi.

Discussione: l’adeguamento alle linee guida ha portato ad un aumento del 37% del codice ictus, a questo consegue un maggior pre-allertamento degli ospedali Stroke-ready ed al percorso fast-track attivato per un trattamento sempre più tempestivo. Un ulteriore margine di miglioramento proposto a livello regionale riguarda la centralizzazione diretta nelle aree urbane. La SOREU Metropolitana, dato che è l’unico territorio completamente urbano, caratterizzato da un’elevata casistica e da una distribuzione capillare sul territorio delle stroke unit di qualsiasi livello, ha sempre inviato i pazienti indistintamente ad SU I e SU II. Nel 2022 questa differenza si è appianata attestandosi al 60% di centralizzazioni dirette, probabilmente per un aumento relativo delle SU II. Qualora venisse effettivamente applicato un sistema mother-ship in area urbana, oltre ai benefici attesi di trattamenti rapidissimi sia trombolitici che interventistici, bisogna prevedere un ulteriore aumento di centralizzazioni, anche oltre il 90%. Considerando che in area metropolitana vengono gestiti più di 300 Codici Ictus al mese, sarà quindi necessario garantire un sistema di back transfer efficiente e probabilmente non solo di pazienti stabilizzati dopo trattamento, ma anche di pazienti senza opzioni terapeutiche o con necessità di supporto vitale. Dalla nostra analisi è infatti emerso che il 33% dei codici ictus hanno tutti e 3 i segni presenti di CPSS, ed è ampiamente dimostrato che più alto è lo score di queste scale e più il paziente è un neuroleso grave, spesso anche emorragico, con a volte poche opzioni terapeutiche.

Analisi dei codici ictus in Lombardia in ambito preospedaliero

Poster

F,Bernasconi ,Anestesista Rianimatore, ASST grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano

M, Migliari ,Anestesista Rianimatore, Direttore Struttura Complessa SOREU, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza

P,Manzoni, Anestesista Rianimatore, Referente Clinico SOREU Metropolitana c/o ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

R, Stucchi, Anestesista Rianimatore, Responsabile SSD AAT 118 Milano c/o ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

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